La cocomerina, la pera dal cuore rosso.

Ville di Montecoronaro – Verghereto (FC) – Poco prima che iniziasse nuovamente il lock down, durante una delle nostre solite domeniche di passeggiate in mezzo alla natura, ci siamo trovati a pranzare in un localino piuttosto insolito (era praticamente un bar-alimentari con due tavolini per il pranzo) a Ville di Montecoronaro. Io li adoro questi locali, proprio perché si riesce ad instaurare un rapporto con i proprietari che di solito non vedono l’ora di raccontare qualcosa. E anche questa volta è successo proprio così.

E’ in questo modo che ho scoperto che nell’alta Valle del Savio, in località Ville di Montecoronaro e altre zone del comune di Verghereto c’è ancora un’area di produzione della pera cocomerina, ora Presidio Slow Food.

La pera cocomerina è una piccola pera il cui nome è dovuto al colore della polpa che, nel raccolto più tardivo, assume un intenso colore rosso. La buccia è verde e la forma è ovoidale, piuttosto piccola, come dicevo, tanto che il suo peso varia dai 20 ai 60 grammi. E’ dolce e molto profumata, dal vago sentore moscato e di sorba. Le prime maturano alla fine di agosto, le tardive si raccolgono alla fine di ottobre, entrambe vanno però consumate subito, al momento della raccolta, quasi prima che cadano, altrimenti si perdono molte delle loro caratteristiche organolettiche.

E’ proprio per questa loro particolarità, aroma e fragilità che rende difficile la manipolazione e la conservazione, che la pera cocomerina si presta molto bene alla trasformazione o alla conservazione sotto spirito.

Come buona parte delle antiche varietà di frutti, un tempo le cocomerine erano coltivate per l’autoconsumo familiare. Oggi si trovano ancora alberi sparsi nelle campagne, ma purtroppo dagli anni ’50 ci si è sviluppati sulla frutticoltura intensiva e le vecchie specialità stanno diventando piano piano un ricordo. Fortunatamente in alcune zone dell’Appennino Cesenate qualcosa si è salvato, anche se gli alberi rimasti sono pochissimi e rischiano l’inselvatichimento e l’estinzione.

Ecco perché per valorizzare ed incrementare la coltivazione della pera cocomerina, si è costituita una associazione che si occupa di raccogliere ogni anno il prodotto e di commercializzarlo e trasformarlo in confetture e conserve. Tra gli obiettivi del Presidio c’è poi anche il censimento di tutte le pinte esistenti, la sistemazione delle piante inselvatichite, l’assistenza ai coltivatori e la realizzazione d un campo didattico-sperimentale.

Ci siamo lasciati con una promessa: una visita alla sagra della pera cocomerina che si terrà a metà agosto… Se siete curiosi, visitate il sito 😉

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