Tonino Guerra e la bellezza della farfalla

Cuntént própri cuntént
a sò stè una masa ad vólti tla vóita
mó piò di tótt quant ch’i m’a liberè
in Germania
ch’a m sò mèss a guardè una farfàla
sénza la vòia ad magnèla.

Pennabilli (RN) – Tra i temi più cari al poeta Tonino Guerra, c’è sicuramente la bellezza della farfalla, che per il Maestro era simbolo di libertà.

Nelle sue poesie e nei suoi dipinti infatti troviamo spesso le farfalle, a cui dedicò un’opera teatrale (Le Farfalle, appunto) e una poesia composta alla fine della prigionia nel campo di concentramento tedesco di Troisdorf. Nella composizione Tonino Guerra esprime, oltre all’amore per la libertà, il suo innato umorismo “Contento proprio contento, sono stato molte volte nella vita, ma più di tutte quando mi hanno liberato in Germania, che mi sono messo a guardare una farfalla, senza la voglia di mangiarla“.

Come le farfalle anche lui era un uomo libero, che girava il mondo. Fra tutte le nazioni, l’amata Russia, dove conobbe e sposò la moglie Lora, a cui cercò di trasmettere questa sua innata curiosità per le cose semplici, con “quello stupore che si coglie solo negli occhi dei bambini”. Ed è proprio ai giovani, dei quali amava circondarsi, che rivolgeva la sua saggezza, Il suo sguardo sempre rivolto al futuro, progettando opere che rendessero più bello il mondo, tanto che nel 2008 la Provincia di Rimini gli propose di diventare “tutore della bellezza del paesaggio”.

Da qui nasce la sua idea dei progetti sospesi, cinquanta opere che ha messo a disposizione per chi volesse realizzare giardini o “Orti” come li chiamava lui. Diceva: “Bisogna che ci riportiamo indietro, smettiamo di essere innamorati soltanto delle cose moderne. Mi piace la televisione, mi piacciono tutte queste ‘pataccate’ che i bambini guardano, e fan l’amore anche guardando una macchina… queste cose qui… ma dico facciamo delle cose che ci riportino ad essere un po’ più primitivi… Adesso siamo dei mendicanti, pieni di desideri falsi…”

Il modo migliore per ricordarlo, è con una delle splendide poesie che Tonino Guerra spesso si trovava a recitare.

L’aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi

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