Caffè: frigo si o frigo no?

Avete presente quella magica sensazione che si prova quando si apre per la prima volta la confezione del caffè? L’aroma… L’odore… Insomma: una goduria! Eh si, perché nel pacco di caffè appena acquistato, sono imprigionati tutti gli aromi del chicco appena tostato, perfettamente conservati nel percorso dal produttore allo scaffale, fino ad arrivare a casa nostra.

Presumo che la possibilità di poter fare durare questa sensazione il più a lungo possibile sia l’obiettivo di tutti. Ma come ben sapete, come ogni prodotto alimentare, anche il caffè ha una sua “data di scadenza”, che si riferisce in particolare all’aroma. Il caffè, in effetti, non può deperire, poiché si tratta di un prodotto secco e quando la confezione è chiusa, può conservare la propria qualità per diversi mesi. Il termine minimo di conservazione, che in etichetta si legge come “da consumarsi preferibilmente entro”, è comunque sia di 24 mesi ed è da riferirsi alla qualità dell’alimento. Dopo quella data il caffè è ancora commestibile, ma potrebbe aver perso gusto, aroma, colore, consistenza.

“Una delle regole più semplici per farsi un’idea di come il caffè possa cambiare velocemente le proprie caratteristiche è la cosiddetta ‘regola del 2′ : il 50% degli aromi del caffè in grani degrada in 2 giorni, il 50% di quello macinato degrada in 2 ore, nell’espresso in tazzina il 50% degrada in 2 minuti.” Parola di Caffè Vergnano.

Il problema dell’aroma si pone una volta che la confezione di caffè è stata aperta. L’inevitabile flusso di ossigeno, causa un processo di quotidiana perdita di aroma. Come interpretare dunque la classica dicitura “conservare in luogo fresco e asciutto”? Il luogo migliore per conservare il caffè è una credenza o un pensile della cucina che si trovi lontano dal forno o dal motore del frigorifero e dove non batta il sole. Il caffè va inoltre sempre conservato in un contenitore ermetico per limitare il più possibile la perdita dei profumi nell’ambiente o l’assorbimento da parte del caffè di altri odori presenti nell’aria. No poi anche ai barattoli trasparenti, perché la luce catalizza il processo di irrancidimento.

Come il troppo caldo irrancidisce il caffè, anche il troppo freddo non va bene: blocca gli aromi. Ed eccoci dunque alla nostra domanda iniziale: frigo si o frigo no? Il frigorifero non è propriamente il luogo migliore per tenere il caffè, a meno che non sia estate e non si abbia a disposizione un luogo migliore. E’ una abitudine piuttosto diffusa, ma assolutamente sconsigliabile. Sia il macinato che i grani soffrono il caldo, ma anche il freddo e soprattutto gli sbalzi termici. Inoltre, lo shock determinato dall’uscita dal frigorifero causerà facilmente della condensa all’interno del recipiente e l’umidità è fra i principali nemici della buona conservazione. La temperatura ideale per conservare bene il caffè va dai 15 ai 25 gradi centigradi, con un’umidità dell’aria vicina al 50%

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