Ferrovia Subappennina: la linea incompiuta

Santarcangelo di Romagna/Verucchio (RN) – Stavo ripensando ai miei giri in bicicletta e mi è venuto in mente un percorso che mi piace fare e che ripercorre, per un breve tratto, una parte di linea ferroviaria oramai da tantissimo non più presente.

Chi è delle mie parti, sa sicuramente dell’esistenza della Ferrovia Subappennina, un progetto di dorsale ferroviaria italiana, in parte realizzato, in parte mai aperto, e quindi rimasto incompleto. Il progetto era sicuramente nobile. Doveva diventare infatti una valida alternativa alla litoranea adriatica da Pescara fino a Santarcangelo di Romagna (RN). Purtroppo però la Subappenninica è rimasta tale solo sulla carta.

Costruita, come detto, solo in parte, raggiunse la massima estensione prima della seconda guerra mondiale, quando da Fabriano si poteva giungere a Urbino per poi tornare a Fano. Ma prima il conflitto mondiale, poi la concorrenza del trasporto su strada, hanno portato alla sua chiusura quasi totale.

L’originario tracciato della Ferrovia Subappennina, prevedeva le seguenti stazioni e fermate: Santarcangelo di Romagna, Poggio Berni, Verucchio, Pietracuta, San Leo, Montecerignone, Macerata Feltria, Sassocorvaro-Mercatale, Auditore-Casinina, Schieti-San Petrignano, Trasanni, Urbino. Il tragitto, lo si poteva dividere sostanzialmente in tre tronchi. Il primo, quello nella mia zona, collegava Santarcangelo di Romagna a San Leo: fu ultimato nel 1918 ma non entrò mai in funzione. Il secondo tratto sarebbe dovuto partire da San Leo per arrivare ad Auditore: fu progettato ma mai realizzato. Il terzo tratto, da Auditore ad Urbino, fu anch’esso costruito ma mai entrato in funzione, se non parzialmente. Se non erro, il tronco Urbino-Fabriano fu l’unico effettivamente realizzato. Siamo nel periodo tra il 1895 e il 1898.

Tratto ciclo-pedonale da Santarcangelo di Romagna a Verucchio

Ad oggi, la sede ferroviaria nel tratto che da Santarcangelo di Romagna porta a Verucchio, è ancora rintracciabile per lunghi tratti ed è stata in parte recuperata come percorso ciclo-pedonale. La parte che invece va da Verucchio a Pietracuta, dopo essere stata smantellata, è stata riutilizzata come carreggiata della strada provinciale Marecchiese. Lungo il percorso, è possibile comunque vedere ancora alcuni fabbricati delle ex-stazioni di Verucchio e Pietracuta.

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