Spreco alimentare. Il FoodSharing ci può aiutare

Secondo l’Osservatorio Waste Watcher, solo 1 italiano su 2 fa una lista ragionata della spesa. Ci interessa sapere questo dato? Assolutamente si, perché questo dato ci vuole dire che la metà degli italiani butta del cibo quasi ogni giorno perché ammuffito, andato a male, scaduto.

Oltre a parlare, giudicare, puntare il dito, ciascuno di noi, nel nostro piccolo, dovrebbe fare di più. Magari pianificando i nostri pasti e facendo, come poc’anzi detto, una lista della spesa ragionata. E poi ancora conservando i cibi in maniera corretta, così da farli durare di più. Riponendoli in frigorifero sul ripiano giusto, ad esempio, e senza eliminare le confezioni che ne rallentano il deterioramento. Mettendo in dispensa gli alimenti in contenitori rigidi, tenendo in vista quelli che scadono prima. E congelando, quando possibile, quelli in eccesso. Oppure, ed eccoci arrivati al tema di oggi, condividendoli su internet, dove non mancano le piattaforme per il “FoodSharing“.

Innanzitutto: cos’è il FoodSharing? E’ un modo per privati, rivenditori e produttori che da la possibilità di offrire o raccogliere alimenti che altrimenti verrebbero buttati via. Ed è una cosa meravigliosa, se ci pensate, perché sapete bene che quando si spreca del cibo, non si parla solo del prodotto di per sé che finisce nella spazzatura, ma anche di tutte le risorse che sono state necessarie per produrlo, dall’acqua alla terra, incluso il lavoro di chi lo ha realizzato. Cambiare tutto questo si può, migliorando il comportamento individuale partendo da casa, riducendo i consumi e riciclando il più possibile.

E’ proprio in questo scenario che si inseriscono dunque questi nuovi modelli imprenditoriali digitali, le cosiddette piattaforme di FoodSharing, che si propongono di ridurre gli sprechi alimentari. Alcune piattaforme hanno una “vocazione” essenzialmente non profit ,come il caso della piattaforma italiana BringtheFood. Si tratta di un progetto del gruppo ICT4G della Fondazione Bruno Kessler e mette in contatto chi ha cibo in eccedenza (privati, enti caritativi, supermercati, ristoranti o mense) con organizzazioni del terzo settore che si occupano della distribuzione alimentare ai più bisognosi. Come? Per la Ristorazione rende immediata la donazione delle eccedenze alimentari di mense aziendali e scolastiche, consentendo un recupero e una redistribuzione entro le 24 ore di prodotti freschi e cotti. Gli enti caritativi organizzano il giro di raccolta sapendo sempre chi ha qualcosa da donare e cosa. Per i privati, permette a chiunque di usare lo smartphone per condividere le proprie eccedenze alimentari con altri utenti iscritti nella stessa zona.

Tra le piattaforme con un maggiore orientamento al profitto (sharing for money), abbiamo Too Good To Go (Troppo buono per essere buttato). Il nome già spiega tutto. Questa start up, nata in Danimarca, è oggi presente in diversi paesi europei tra cui l’Italia. La piattaforma raccoglie le offerte di cibo in ottimo stato, ma prossimo alla scadenza e che altrimenti verrebbe gettato, provenienti da panifici, supermercati e ristoranti. Il consumatore finale può recarsi presso il punto vendita e acquistare i prodotti ad un prezzo estremamente vantaggioso (il cibo si può comprare direttamente dall’applicazione).

Una soluzione simile, ma focalizzata esclusivamente nell’ambito della grande distribuzione (GDO), è proposta da Myfoody. E’ una start up italiana che ha ideato delle “aree anti-spreco” nei supermercati partner, con la possibilità per gli utenti di visionare in tempo reale sull’app le offerte di prodotti prossimi alla scadenza, che altrimenti verrebbero gettati, geolocalizzate intorno a loro con uno sconto del 50%.

Altro modello di FoodSharing è quello proposto da Regusto una piattaforma che si rivolge sia al consumatore finale che alle pubbliche amministrazioni e organizzazioni non profit. Nel caso dei privati, quello che ci interessa, l’app offre al consumatore proposte alimentari take away del settore hotel – ristoranti – caffè (Ho.Re.Ca.) selezionate a un prezzo scontato. Per capirci meglio: se dopo pranzo risulta una eccedenza, il ristoratore tramite l’app fa sapere che si possono comprare nel pomeriggio in super offerta. Al momento questa app è disponibile nelle città di Perugia, Roma e Milano, ma se inserite dove abitate, verrete avvisati in caso di disponibilità nei luoghi a voi vicini.

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