Viti & Vitigni. Il Sangiovese.

Meglio parlare di storia di un vino o di storia di un vitigno? Non sempre è una cosa facile da capire, anche tentando di localizzarli in un territorio ben preciso, soprattutto a causa dell’uomo (tanto per cambiare). In che senso? Bhé, l’azione dell’uomo sull’ambiente, nel corso dei secoli, ha spostato e modificato le “coordinate” naturali, confondendo pertanto le tracce, fino a renderle a volta irriconoscibili.

Parliamo del Sangiovese, ad esempio, uno dei più importanti vitigni italiani. E’ sicuramente il più coltivato in Italia, ma le sue origini sono ancora in parte misteriose e piuttosto discusse. Sembra che il Sangiovese fosse già noto agli Etruschi e si sia diffuso nell’Italia centrale. Ne sarebbe una prova il fatto che i loro domini in Italia centrale coincidono con i terreni prediletti del vitigno: Toscana, Umbria e Romagna.

Un altro mito, che mi è molto più vicino, geograficamente parlando, narra invece che il nome Sangiovese derivi da Sanguis Jovis, sangue di Giove, nome che gli è stato attribuito da un monaco cappuccino del convento di Santarcangelo di Romagna, nei pressi del monte Giove, durante un banchetto in onore di papa Leone XII.

Riconoscerlo non è poi così difficile secondo i sommelier, che ci ricordano quali siano le sue caratteristiche organolettiche che lo rendono così riconoscibile. “Una fra tutte, il delicato bouquet di violetta, ciliegia, iris, rosa, amarena, peonia, mora, prugna e pomodoro accompagnate da una buona freschezza, poi tè, cappero, timo, tartufo, funghi, maggiorana, muschio, sottobosco, felce. E soprattutto terra. Ben percepibile. Quindi i sentori dovuti al legno come sandalo, tabacco, caffè, noci. Tutto l’insieme è fine. Il tannino è poderoso, ma di consistenza setosa. Sono i fiori ad emergere e i frutti rossi a dare spinta all’acidità. E’ un vino caldo, mai troppo rotondo, anzi con un certo nervosismo di fondo. Il colore è rubino fino ai quattro-cinque anni e poi tende al granato”.

Un interessante lavoro è stato svolto da Giuseppe Sangiorgi, giornalista, scrittore e storico del mondo rurale romagnolo e l’enologo Giordano Zinzani, con la pubblicazione del loro libro “Sangiovese vino di Romagna. Storia e tipicità di un famoso vitigno e di un grande vino” – Valfrido Edizioni (Faenza) in collaborazione con il Consorzio Vini di Romagna. Un libro dedicato alla storia del Sangiovese con una sintesi ragionata di tutto ciò che si sa sull’argomento, integrando e reinterpretando le conoscenze acquisite sulla base di nuovi dati e conoscenze. Tra queste, di particolare importanza, è un docuemento che consente di retrodatare addirittura al XVII secolo l’esistenza di un Sangiovese romagnolo che non è solo vino, ma addirittura un vitigno….

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