Meravigliosi incontri nelle Grotte di Onferno – Parte 2

Onferno (RN) – Ben trovati amanti del sotterraneo 😀 Come promesso, oggi dedico qualche parola ai piccoli e simpaticissimi abitanti che siamo andati a trovare in occasione della visita alle Grotte di Onferno : i pipistrelli.

Se ricordate, nel mio precedente post, vi ho scritto che al momento ce ne sono circa 8mila. In realtà, come giustamente mi ha corretto il Sig. Piero Gualandi dell’Associazione La Nottola – Grotte di Onferno, “gli 8000 pipistrelli si radunano in estate, ed è la più grande colonia riproduttiva in regione. In inverno ne rimangono comunque tanti in grotta, ma la maggior parte si spostano a svernare dalle parti di San Marino”.

Come tutti noi sappiamo bene, sono animali per lo più notturni che purtroppo, ancora oggi, sono spesso associati ad immagini negative, come personaggi tipo Dracula, orribili animaletti che tirano e strappano i capelli o altre leggende o superstizioni. Sono al contrario animali assolutamente innocui e in pochi sanno (io per prima l’ho appreso in questa occasione) che nelle calde notti estive ci liberano da quei fastidiosi insetti che sono le zanzare. Pensate che un esemplare può, in un anno, catturare qualcosa come 650mila zanzare! Se non altro, sarebbero da adorare solo per questo!!!

Un’altra curiosità che abbiamo appreso durante la visita è che, contrariamente a quanto si è sempre detto, i pipistrelli non sono ciechi. I loro occhi, anche se spesso piccoli e nascosti, funzionano normalmente, anche se la vista non è proprio acuta, ma di certo sufficiente a questi animaletti dalla vita notturna. E’ l’udito il loro senso maggiormente sviluppato. Infatti l’immagine che i pipistrelli hanno del mondo è soprattutto sonora. Il sonar è infatti un sistema che utilizzano e che, attraverso particolari strutture anatomiche, utilizzate per l’emissione e l’ascolto dei suoni, permette loro di percepire l’ambiente circostante, rendendo una immagine estremamente precisa.

Ma veniamo alla loro routine, che ho trovato alquanto interessante e particolare.

Da “Manuale per la conservazione dei pipistrelli” di Gianna Dondini e Simone Vergari

Durante l’inverno, il freddo e la carenza di insetti, rende loro una qualsiasi attività pressoché impossibile. In questo periodo entrano dunque in ibernazione (ed è proprio per questo motivo che è il periodo in cui si ha una maggiore possibilità di vederli all’interno delle grotte). La loro temperatura corporea si abbassa, riducono il metabolismo e il loro ritmo cardiaco arriva a scendere fino a 10 battiti al minuto! Anche la scelta del rifugio è molto importante: deve essere un luogo che ritengono sicuro, privo di correnti d’aria, con temperature non eccessivamente basse e un buon livello di umidità. In questo periodo è consigliato non disturbare il loro sonno, non vanno illuminati con i caschetti e sarebbe meglio non fotografarli per non rischiare di svegliarli. perché questo comporta in loro un consumo prematuro delle risorse e potrebbe causarne addirittura la morte. “E’ molto importante la loro tutela – continua Piero Gualandi – sono molto sensibili e dobbiamo essere sempre molto attenti a limitare il più possibile il disturbo che diamo con le visite”.

Arriviamo alla primavera. Le giornate iniziano ad essere più calde e i pipistrelli, dentro il loro rifugio, iniziano a “sgranchirsi le ali” e ad alternare fasi di attività a fasi di riposo. Gli insetti fuori ora sono abbondanti e quindi si preparano ad una nuova stagione di caccia. Per le femmine, oltre al cibo, è anche periodo di ricerca di particolari rifugi da utilizzare per la riproduzione.

E’ in estate che le femmine partoriscono (1 massimo 2 piccoli) e mi ha divertito molto sapere quanto questi piccoli animaletti siano “schivi” e tengano a certi momenti della loro vita. Pensate che il momento del parto e dei primi giorni di vita dei piccoli, avviene in colonie di sole femmine, dette nursery, cercate scrupolosamente e con determinate caratteristiche, mentre i maschi vivono separatamente, spesso isolati o in piccole colonie, diverse da quelle utilizzate dalle femmine.

Da settembre a novembre hanno luogo gli accoppiamenti per la riproduzione (il cui parto avverrà l’estate dopo). E sapete? Sono le femmine che devono recarsi dai maschietti. Eggià… I maschi, attraverso particolari suoni, richiamano le femmine al loro rifugio per accoppiarsi. E loro, per natura, obbediscono.

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