Incontri speciali nelle Grotte di Onferno – Parte 1

Onferno (RN) – Lo sapevate che le grotte che si aprono sotto l’antico borgo di Onferno, ospitano la più importante popolazione di pipistrelli dell’Emilia Romagna? Al momento, ci ha raccontato la guida, ce ne sono circa 8mila! Ci troviamo nel comune di Gemmano, sulle colline dell’entroterra riminese.

L’Area Protetta di Onferno, è stata istituita nel 1991 e si tratta di una Riserva Naturale Orientata. Sapete cosa vuol dire? Praticamente si tratta di (cito testualmente quanto appreso durante la visita) “un territorio di limitata estensione, istituito per la sua rilevanza regionale e gestito per la conservazione del suo specifico carattere morfologico, biologico, ecologico, scientifico e culturale, con lo scopo di conservare gli ecosistemi”.

Stiamo parlando di una superficie di 274 ettari e l’Area Protetta tutela un ‘gioiello naturale’: un blocco di gesso alloctono, arrivato da chissà dove, sicuramente da lontano e in un altrettanto lontano passato geologico. Queste cavità, le grotte, sono state create da un torrente che, attraversando questa rupe, ha formato un affascinante canyon sotterraneo in cui hanno trovato habitat diverse specie di pipistrelli.

L’accesso alla grotta è consentito solo con visite guidate e apposito caschetto munito di luce frontale. Raccomandate scarpe comode e adatte a questo tipo di “passeggiata” perché molto spesso la pavimentazione è bagnata e scivolosa.

Entrata alle grotte di Onferno

L’escursione inizia con una breve passeggiata in mezzo al verde fin ad arrivare all’ingresso della grotta, che si risale nello stesso senso in cui l’affrontò nel 1916 il primo esploratore, tale Lodovico Quarina. Il primo tratto è caratterizzato da gallerie dalle pareti verticali evidentemente modificate dalle acque, poi iniziamo ad incontrare le tipiche pareti gessose, che si illuminano sotto la luce delle nostre lampade frontali. Una vera meraviglia! Attraversiamo poi stretti passaggi e cunicoli in cui è necessario abbassarsi, per poterci passare, e arriviamo in una sala dal nome alquanto bizzarro, la sala dei mammelloni: curiose strutture coniche che scendono dal soffitto. Il clima qui è più caldo e asciutto rispetto alle precedenti gallerie dove scorre l’acqua. Un ultimo tratto in salita, ci consente di guadagnare l’uscita.

Un mix del mio ricordo delle grotte di Onferno

Durante il percorso, diversi sono i piccoli pipistrelli che abbiamo incontrato… Sono per lo più “gli anarchici”, come li ha simpaticamente definiti la nostra guida, quelli che non seguono la massa (i più sono infatti in letargo in una parte di grotta che non è giustamente visitabile, per non disturbare il loro sonno), ma scelgono posti un po’ più freddi, anche movimentati… E meno male, dico io, che ci sono loro! Abbiamo avuto quindi la possibilità di poterne vedere, qualcuno anche da molto vicino, volendo li potevamo quasi toccare… Una vera meraviglia, ma di loro vi parlerò nel prossimo post 😉

Come arrivare – La riserva si raggiunge imboccando, nei pressi dell’uscita autostradale Rimini Sud, la strada per Coriano e Gemmano, lungo la quale trovate il segnale turistico “Grotte di Onferno”. Se provenite da Cattolica, vi conviene a questo punto risalire la strada di fondovalle del Conca e, superati San Giovanni in Marignano e Morciano di Romagna, proseguire per Gemmano.

Riserva Naturale Orientata di Onferno
Via Provinciale Onferno, 50 – Gemmano (RN)
Contatti: Cell. 389.1991683 – onferno@nottola.org

La visita dura un’oretta.

 

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