Albergo diurno Cobianchi

Bologna (BO) – Fa parte del Palazzo Re Enzo, situato nell’omonima Piazza (Re Enzo, appunto) in centro a Bologna, un palazzo storico risalente al XIII secolo costruito come ampliamento degli edifici comunali del Palazzo del Podestà e per questo chiamato Palatium Novum, ma le sue vicende storiche l’hanno da sempre legato alla figura di Re Enzo di Sardegna. Da qui il nome. Ma non è di questo meraviglioso palazzo che voglio parlarvi, ma dell’Albergo Diurno Cobianchi.

Ci sarò passata a fianco chissà quante volte, ma qualche sabato fa, passeggiando per la città tutta addobbata ed illuminata per le feste natalizie, l’occhio si è fermato su questa insegna verdona che mi ha colpita, così mi sono messa a leggerne la storia.

Ed ecco che sono venuta a sapere che in realtà non ce n’è uno solo, ma si tratta di una catena di alberghi diurni realizzati a partire dai primi del Novecento dall’imprenditore bolognese Cleopatro Cobianchi non solo a Bologna, ma anche in altre città d’Italia.

Questi particolari alberghi, in alcuni centri storici sono ancora preservati, come nel caso del Centro diurno Cobianchi in questione, a Bologna, ed erano particolarmente rinomati per le finiture di lusso, l’igiene e l’accoglienza.

L’albergo diurno di Bologna fu il primo ad essere inaugurato. Siamo nel 1910. A seguito del restauro del Palazzo del Podestà e del suo isolamento con l’abbattimento delle case Mazzoli e Campogrande, il signor Cobianchi fa istanza all’allora sindaco di Bologna per aprire un locale ad uso (così scrisse) “Lieu d’Aisance” nei sotterranei del proprio caffè che si affacciava su Piazza Maggiore. Esso doveva avere l’ingresso sotto il Voltone del Podestà ed essere composto di “due spaziosi ambienti arredati con lusso e con ogni più moderno comfort e con le migliori regole igieniche, con gabinetti da toilette, salottini di scritturazione, servizio lustrascarpe, deposito di profumeria, custodia di piccoli colli in apposite cassette, cabina telefonica ed inoltre provvisto di acqua potabile in abbondanza, cessi inglesi, riscaldamento a termosifone, gas, luce elettrica, aspiratori, ventilatori elettrici, ecc….”

L’Albergo Diurno Cobianchi, fra i primi d’Europa, fu realizzato anche grazie all’apporto del Comune che gli concesse l’acqua a prezzo ridotto riservato agli stabilimenti comunali ed ebbe un successo immediato.

Il secondo venne aperto nella città di Milano, vicino al Duomo. Siamo nel 1917 e il Sindaco di Bologna, in una lettera a quello di Milano, descriveva il grande successo ottenuto nella sua città “da parte della cittadinanza locale e dei forestieri, sia sotto l’aspetto igienico, sia dell’utilità e del costo dei servizi”. Evidentemente gli alberghi diurni rispondevano ad esigenze reali della popolazione del periodo ed in pochi anni si diffusero in molte altre città italiane.

L’Albergo Diurno Cobianchi è stato in attività, pensate, fino al dicembre del 1998!

Ora posso dirvelo… Quando ho letto ‘Albergo Diurno’ ho subito pensato ad una sorta di vecchia casa di appuntamenti e invece… Altro non era che un locale principalmente al servizio dei viaggiatori in cui passare le ore in attesa di una coincidenza o per rinfrescarsi prima di un appuntamento. Qui si trovavano stanze per riposarsi, il deposito bagagli, bagno a doccia con acqua calda o fredda e sapone con tanto di biancheria, la toilette, tavoli di scrittura con carta compresa e lucidatura di scarpe.

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