Una ciclabile lungo la via del sale

Cervia (RA) – Si chiama “la Rotta del Sale” e in totale sono all’incirca 240 chilometri in mezzo alla natura. Questa meravigliosa pista ciclabile è stata presentata questa estate ed è stata la novità turistica del 2019. Un percorso per gli amanti della mountain bike “tranquilla” che tocca varie città dell’Adriatico e incantevoli riserve naturali protette del Parco del Delta del Po, da Cervia fino a Venezia.

La “Rotta del Sale Bike Trail – Cervia Venezia offroad” (questo è il nome per intero) è, come dicevo, un percorso quasi completamente fuori dal traffico che si sviluppa nell’area del Parco del Delta del Po, uno straordinario territorio di cui Cervia rappresenta la porta di ingresso a sud. Noi ne abbiamo fatto giusto un piccolo pezzo, anche perché avevamo solo una mattinata a disposizione, quello che da Cervia ci ha portati fino alla foce del fiume Bevano. Una grande sorpresa per me, che non conoscevo affatto questo angolo di paradiso. Un meraviglioso gioiello del Parco del Delta del Po, col suo paesaggio selvaggio e pressoché unico di “dune vive”, visto che si formano e si modellano di continuo grazie alle correnti e ai venti…

Un mix del nostro itinerario

Un mix del nostro itinerario

Siamo partiti dal cimitero di Cervia. Da qui inizia subito la ciclabile che, dopo aver attraversato diversi scenari, ci ha portati alla prima area di interesse naturalistico: il comprensorio dell’Ortazzo e Ortazzino. Ci troviamo nel cuore della pineta di Classe, tra le località di Classe e Fosso Ghiaia, attorno alla foce del Torrente Bevano. E’ sicuramente uno dei siti costieri più incontaminati e con maggiore biodiversità di tutto il litorale emiliano-romagnolo e, per poter godere dello spettacolo, sull’argine della palude, all’interno del bosco, sono collocati una torre e, poco distante, un capanno per il birdwatching. Pensate che (e questo l’ho letto in uno dei tanti pannelli illustrativi che abbiamo trovato lungo la ciclabile) l’intera area copre una superficie di circa 40 ettari e mostra come doveva essere la fascia costiera regionale prima dei massicci interventi dell’uomo.

Da qui abbiamo proseguito fino ad arrivare alla foce del torrente Bevano, uno degli ambienti più selvaggi e di maggiore valore naturalistico dell’intero litorale adriatico. Pensate che questa zona è stata addirittura istituita Riserva Naturale dello Stato dal 1979 proprio per conservarne le caratteristiche naturali e per preservare la nidificazione, che avviene tra le dune, di un particolare uccello, il “Fratino“. Leggevo, sempre sui pannelli illustrativi, che il Fratino vive e nidifica sulle nostre spiagge e che il suo colore grigiastro lo rende particolarmente difficile da distinguere dalla sabbia. Peggio ancora per i loro piccoli, ancora più chiari. Col fatto poi che la loro alimentazione è costituita prevalentemente da insetti che raccolgono direttamente al suolo o scavando piccole buche sulla sabbia… Capite bene che è divenuto indispensabile preservare questo luogo. Ma meno male, dico io!! E poi diciamolo… Si tratta di un solo chilometro su quanti? Centinaia? Vediamo di rispettarlo 😉

PS: Visto che siete vicini, vi consiglio anche una visita alla Salina di Cervia. Intanto, se ve lo siete perso, vi ripropongo il mio post in cui vi racconto la mia visita. Alla prossima 😀

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