“Dire Fare Sognare”, il riconoscimento alla cultura del cibo e del vino

Bologna – Per la prima volta, la premiazione del “Dire Fare Sognare” si sposta a Bologna. Ne ho scritto ancora, ma per chi non lo sapesse, si tratta di un riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino. Oltre alla nuova location, un’altra grande novità: l’ampliamento dei confini. Eh si perché, promosso da Partesa, questo riconoscimento è nato come premio in Emilia-Romagna. Allargato in seguito alle Marche, in questa ottava edizione vede coinvolta anche la ristorazione del Veneto.

Dire Fare Sognare: i premiati 2019

Dire Fare Sognare: i premiati 2019

Ad ospitare la premiazione, svoltasi nella giornata di lunedì 10 giugno (e mi scuso per il ritardo con cui scrivo, ma il tempo per poter scrivere questo post non è stato tanto ultimamente), è stato l’Oratorio San Filippo Neri di Bologna. Sono quattro i premi speciali assegnati ad altrettanti protagonisti (persone e/o associazioni) della promozione della cultura del cibo e del vino nell’arco della loro carriera. Siete curiosi di sapere chi sono stati i premiati di questa edizione?

Lo chef Igles Corelli

Premio speciale alla carriera, è andato a Igles Corelli , firma tra le più celebri della cucina italiana nel mondo. A seguire l’Associazione Il Tortellante di Modena, per avere trasformato in terapia un semplice gesto come la produzione della pasta fatta a mano. E poi ancora la Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza, punto di riferimento mondiale con i suoi 51mila volumi di settore. Per finire Michela Tessorello di Fresco Piada di Riccione, avanguardia nella produzione artigianale di un prodotto simbolo della Romagna.

E’ stato inoltre consegnato il riconoscimento a dodici operatori scelti tra le eccellenze gastronomiche e non che si sono contraddistinte nel corso dell’anno. Partiamo dall’Emilia. Premiati la Trattoria da Irina di Savigno (sezione tradizione), Emanuele Petrosino de I Portici a Bologna (sezione innovazione), Maison du Gourmet di Coloreto di Parma (sezione innovazione).

Per la Romagna i premiati sono invece stati Gianluca Gorini del ristorante Da Gorini di San Piero in Bagno (sezione innovazione), La Trattoria di Cesenatico (sezione tradizione) e lo chef Gianni Castellana di Novecento a Rimini (sezione emergente). Ed è proprio quest’ultimo che ha dichiarato la sua intenzione di proporre “una cucina con prodotti stagionali che guarda alla tradizione e al contempo all’innovazione, ma alla portata di tutti, mettendo nel piatto pochi ingredienti senza stravolgimenti della materia prima”.

Per il Veneto, come dicevamo new entry di questa edizione, abbiamo Giancarlo Perbellini di Casa Perbellini a Verona, premiato nella sezione innovazione “per avere accomodato la migliore cucina neoclassica italiana dentro un concept innovativo, affabile, informale”. A seguire Donato Ascani del Glam a Venezia (emergente) e Osteria Fra.Se di Piove di Sacco in provincia di Padova (tradizione).

Terminiamo con le Marche, dove i premiati sono stati: Mauro Uliassi del Ristorante Uliassi a Sinigallia (innovazione), Nikita Sergeev del Ristorante L’Arcade a Porto San Giorgio (emergente) e Trattoria la Gioconda a Cagli (tradizione).

A scegliere i nomi dei premiati, tre tra le più qualificate firme del giornalismo enogastronomico: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico, curatore delle guide de L’Espresso), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica, direttore de La Madia, Travelfood) e Alessandra Meldolesi (critica gastronomica, collaboratrice con le principali pubblicazioni di settore).

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