Fenestrelle, la Grande Muraglia Piemontese

Fenestrelle (TO) – Se vi trovate in zona, credetemi, è davvero imperdibile la visita al Forte di Fenestrelle, la “grande muraglia” piemontese, la più grande fortificazione alpina d’Europa. Ci troviamo in Val Chisone, nei pressi di Torino. Ci siamo stati oramai diversi mesi fa, ma ci credete che mi ero completamente dimenticata di pubblicare questo post? Ma eccolo finalmente… Insomma, il forte lo vediamo da lontano (impossibile non notarlo) proprio mentre stiamo ripartendo dal borgo di Usseaux . Visto che ci siamo, vuoi non approfittare della situazione? E’ la seconda tappa fuori programma che mettiamo in fila, ma a noi ci piace così… Che il viaggio si faccia da solo.

Conoscevo già questo meraviglioso e intrigante luogo, era nella mia “to do list” personale, ma vederlo mi ha colta di sorpresa. Cerco quindi velocemente qualche informazione su internet, dove leggo che il Forte di Fenestrelle è costituito da tre complessi fortificati: il San Carlo, il Tre Denti e il Delle Valli. Questi sono uniti da un tunnel al cui interno corre la scala coperta più lunga d’Europa, con ben 4.000 gradini. La superficie è di 1.350.000 mq di compendio e una lunghezza di 3 Km distribuita su 650 m di dislivello.

Dai, dobbiamo proprio provarci. La ricerca successiva è il numero di telefono, perché veniamo a sapere che le visite sono con prenotazione obbligatoria. Mi risponde un volontario e mi spiega che ci sono due tipologie di visita del Forte. Una è la passeggiata Reale (Durata: tutto il giorno, con partenza al mattino alle ore 9 e rientro nel tardo pomeriggio) che permette di effettuare una visita completa della fortezza. In alternativa, mi viene proposto “un viaggio affascinante” dentro le mura. Durata 3 ore circa. Partenza alle ore 10.00 del mattino, oppure alle 15.00 del pomeriggio. Mi dice che questa tipologia di visita, privilegia e approfondisce la storia e la cultura della valle. Il problema è che sono le 15 passate e la visita noi la vorremmo fare comunque in giornata perché poi non saremmo più passati. Fortunatamente una alternativa c’è… Certo, molto limitata, ma decidiamo di accettare. Meglio di niente… La prendiamo come una occasione per ritornare, visto che oramai ci ha stuzzicati.

Arriviamo al forte e optiamo per una visita autoguidata (La visita è possibile durante tutto l’orario di apertura del forte, dalle 9:30 alle 17:00 – Durata: 40 minuti – Costo del biglietto: € 3,00). Gradino per gradino, iniziamo a scoprire la storia della fortezza percorrendo un breve tratto della famosa “Scala Coperta” seguendo il percorso che fece il grande scrittore De Amicis (quello del libro “Cuore”) e ne scrisse nel suo libro “Alle Porte d’Italia”. «Una sorta di gradinata titanica— scriveva Edmondo De Amicis — come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un’invasione di popoli o per contenere col terrore milioni di ribelli».

Prendiamo dunque la scala coperta, una galleria artificiale interamente costruita in muratura di pietra, larga 2,10 metri ed alta 2,35, con muri e volta ad arco spessi 2 metri. La sola illuminazione è data dalla luce che entra da strette feritoie, che garantiscono pure il cambio dell’aria. Si snoda per quasi 2 chilometri, con un dislivello di 525 metri. Sulle tabelle informative, leggiamo che i suoi gradini erano stati progettati per i muli… Ecco quindi che mi spiego il motivo per cui siamo così tanto scomodi per gli esseri umani (vengo a sapere solo al nostro ritorno che viene anche definita la spacca gambe).

Oltre la scalinata, altri due sono gli edifici che ci è permesso visitare. Il primo è il Palazzo del Governatore, il più importante di tutta la fortezza. Iniziato nel 1740 si articola in tre piani fuori terra più uno sotterraneo. L’unico che con il nostro biglietto siamo riusciti a vedere, è il grande salone d’ingresso, dove è allestito il museo degli alpini.

Poi c’è la chiesa del Forte San Carlo, l’edificio religioso più grande mai realizzato in una fortezza alpina europea. Rimangono ancora sconosciuti la data della sua costruzione e l’architetto che l’ha progettata. A seguito della sua sconsacrazione ha poi funto da magazzino, mentre oggi, dopo i lavori di restauro (in particolare il rifacimento del tetto e delle pavimentazioni) la chiesa viene utilizzata soprattutto per ospitare eventi che si tengono all’interno del forte, come mostre, concerti e opere teatrali.

Questo è quello che ho imparato durante la (purtroppo) breve visita. Durante tutta la sua attività come struttura militare, durata fino al termine della seconda guerra mondiale, la fortezza venne usata principalmente come prigione e come luogo con importante ruolo di deterrente militare. Ma Fenestrelle fu prigione anche per criminali comuni, prigione di stato e bagno penale. Una curiosità è che, nel corso di tutta la sua storia, solo tre donne furono detenute nella prigione di stato. Una fu la marchesa piemontese Polissena Gamba Turinetti di Priero e sua figlia Clementina, in quanto oppositrici politiche di Napoleone. Esse vennero tenute separate dagli uomini ed ebbero a loro privata disposizione più stanze del padiglione degli ufficiali. Nel 1864 sembra che fosse stata rinchiusa qui anche Maria Oliverio, detta “Ciccilla”, condannata al carcere a vita per brigantaggio. Ma non ci sono documenti scritti che lo testimoniano con certezza.

Che dire… Noi ci siamo emozionati con un piccolo “viaggio” di 40 minuti dentro le mura e lungo una piccola parte di scalinata, ma… Datemi retta: il modo migliore per scoprirla è con lo zaino in spalla e le scarpe da trekking ai piedi. Io ho fatto il mio personale nodo al fazzoletto e… A presto Forte di Fenestrelle. Ora so cosa mi perdo se non ci ritorno!

PS: Per le foto, vi rimando alla pagina Facebook 😉

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