San Gimignano in mezza giornata

San Gimignano (SI) – Lasciata Piazza del Campo a Siena e dopo aver incontrato degli amici nel piccolo borgo di Buonconvento, risaliamo in sella della nostra moto e ci dirigiamo verso la meravigliosa cittadina medievale di San Gimignano. Già da lontano, il suo skyline è davvero emozionante, con le sue 13 torri (le uniche rimaste delle 72 originarie, una per ogni famiglia benestante).

Se posso permettermi una personalissima considerazione, credo che San Gimignano non abbia il turismo che si merita. Troppo turismo di massa, di quello mordi e fuggi, con comitive che arrivano, l’attraversano troppo velocemente e poi ripartono. San Gimignano, invece, è un piccolo gioiello che credo vada scoperto con lentezza, perché ha una moltitudine di angoli che meritano un passaggio, una visita, una sosta. Io credo che sia uno dei più caratteristici e affascinanti borghi medievali toscani e non per niente è anche patrimonio dell’Unesco.

San Gimignano è praticamente rimasto quasi intatto dalla fine del trecento ad oggi e il motivo lo si deve purtroppo ad una disgrazia. Dopo aver raggiunto infatti l’apice della ricchezza, verso la metà del 1300 San Gimignano fu colpita dalla peste che portò alla decimazione della popolazione. Il borgo non si riprese più fino a tempi più recenti. E’ proprio questa brutta situazione che alla fine è stata la nostra fortuna, visto che nessuno, nei secoli successivi pensò anche solo per un istante ad investire per rinnovare l’aspetto urbanistico e architettonico di quel luogo. Solo il tempo è intervenuto, ed ecco perché molte torri sono crollate, oppure sono state mozzate, a causa della decadenza economica e delle faide tra le poche famiglie rimaste.

Questa piccola introduzione mi è sembrata doverosa, soprattutto per chi non conosce San Gimignano o non ci è mai stato. Ma adesso possiamo partire e vi do qualche dritta nel caso abbiate poco, pochissimo tempo da dedicare a questa piccola perla toscana.

Fulcro di tutto il borgo è senza dubbio Piazza del Duomo dove a contendersi l’attenzione sono “il diavolo e l’acqua santa”. Se il Duomo è il simbolo religioso di San Gimignano, il Palazzo del Popolo è il suo corrispettivo civico. Insieme, a pochi metri uno dall’altro, formano infatti lo straordinario insieme architettonico di Piazza del Duomo. Da una parte il Duomo, la cui semplicità della facciata può non invogliare alla visita, ma davvero non rende giustizia alle meraviglie che si trovano all’interno. Tre navate, sulle cui pareti si trovano alcuni capolavori come il Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli, nella parte centrale lo straordinario Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo, per arrivare poi alle Storie del Nuovo Testamento degli allievi di Simone Martini e alle Storie del Vecchio Testamento di Bartolo di Fredi. Il Palazzo Comunale (o del Podestà) si trova sulla sinistra della piazza, tra la Torre Grossa e la Loggia del Comune e oggi ospita il Museo Civico di San Gimignano. La sua bellezza cattura l’attenzione già dal cortile dell’ingresso, con la bella cisterna del 1361 e gli affreschi del Sodoma (Sant’Ivo che rende giustizia).

Lasciata Piazza del Duomo ci dirigiamo verso la vicinissima e davvero scenografica, Piazza della Cisterna, il cui nome viene dal pozzo (anzi, cisterna!) ottagonale che si trova proprio al centro della piazza, costruito per volontà del Podestà Guccio dei Malavolti, il cui stemma (una scala) è scolpito sulla pietra del pozzo. E’ sicuramente la più bella piazza di San Gimignano e, non vorrei esagerare, ma la definirei anche una delle più belle della Toscana. Tutto attorno, torri e palazzi magnifici, ognuno con la sua storia e particolarità, come la Torre del Diavolo, chiamata così perché si racconta che il proprietario, tornato da un lungo viaggio, la trovò più alta. Chi aveva potuto farlo in sua assenza se non il diavolo in persona?

Abbinata alla sosta in Piazza della Cisterna, complice una meravigliosa giornata di sole piuttosto calda, un buon gelato preso alla Gelateria Dondoli, conosciuta e pluripremiata in tutto il mondo e frequentata dai più importanti personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica (a testimoniarlo, le tantissime foto lungo tutta la parete di fronte al bancone. Una gelateria artigianale che è stata capace di ottenere il titolo di campione del mondo per ben due volte: nel 2007/2008 e 2008/2009. Qui potete trovare dai gusti più classici, fino ad arrivare a quelli più originali e insoliti. La filosofia di Sergio Dondoli, il titolare, è da sempre quella di valorizzare le materie prime del territorio, a partire dalla Vernaccia e lo Zafferano. Ecco come sono nati quindi la Crema di Santa Fina (crema allo zafferano e pinoli), lo Champelmo (pompelmo rosa e spumante), il Dolceamaro (crema alle erbe aromatiche), o il Sorbetto di Vernaccia. Provatela, merita davvero una sosta gourmet 😉

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *