Al Ferramenta, le Quattro Stagioni di Vissani.

Santarcangelo di Romagna (RN) – Alla conferenza stampa di ieri, si è parlato di un ambizioso progetto con al centro “due maestri e uno stesso tema: le Quattro Stagioni“. Bhé, uno è sicuramente il compositore e violinista Antonio Vivaldi, che scrisse l’omonimo spartito che lo rese famoso nel mondo. L’altro, è uno dei più grandi chef del panorama della cucina italiana. Sto parlando di Gianfranco Vissani, che al medesimo argomento dedica un gustoso ciclo di serate gastronomiche: quattro menù dedicati ai prodotti che meglio rappresentano le quattro stagioni, per l’appunto.

Ed eccolo quindi, pronto ad intraprendere una prestigiosa collaborazione con il ristorante Ferramenta – Officina del Gusto di Santarcangelo di Romagna ( Di questo locale ve ne avevo parlato in occasione dell’inaugurazione )

“Ho sposato la causa della cucina italiana di alto livello, ma pur sempre della tradizione – ha dichiarato in apertura di conferenza il Cav. Rino Mini, Ceo della Galvanina Spa e padrone di casa al Ferramenta. – Chi meglio di Gianfranco Vissani avrebbe potuto interpretare questa mia idea? E’ il Maestro della Tradizione Italiana e uno dei massimi esperti di materie prime!”.

Vissani dunque. Uno degli chef più vulcanici e diretti della cucina italiana e proprio per questo c’è chi lo ama e chi lo odia. Apripista nella rassegna dei cuochi televisivi, è particolarmente famoso per le sue provocazioni. Assolutamente contrario al veganesimo, ma allo stesso tempo contro gli allevamenti intensivi degli animali. Contrario all’abuso delle cotture a bassa temperatura, all’uso dei sifoni e quel tipo di cucina che ama definire finta, quella cioè “molto ad effetti speciali ma di poca sostanza”, come lui stesso definisce. “Perché oggi la ristorazione è troppo spesso una bufala – prosegue – una presa in giro. Alimenta un sistema artefatto, pieno di falsità, minato da interessi che poco hanno a che fare con la bellezza della nostra professione. Il fatto è che ormai il danno è fatto e difficilmente si potrà tornare indietro”.

Il via è previsto per giovedì 21 marzo con la proposta di Primavera, il 20 giugno è la volta dell’Estate, il 19 settembre è tempo d’Autunno, per chiudere il cerchio il 12 dicembre con l’Inverno. Cinque portate con aperitivo e musica di Vivaldi in salsa jazz, per un viaggio nella cucina classica reinventata secondo lo spirito geniale del Maestro Vissani, affiancato con ospitale orgoglio dallo chef di casa Vincenzo Quacquarelli.

Ed è proprio la stagionalità il punto forte di Vissani che, come ha sottolineato per tutta la durata della conferenza stampa, non sopporta affatto che oggi si possa trovare di tutto al supermercato, anche fuori stagione, ricorrendo a prodotti esteri, spesso “killer”, come li ha definiti. Ha tracciato inoltre un disegno della cucina nazionale futura non proprio roseo, spiegando che “se in cucina non torniamo alle origini e alla tradizione, siamo fregati. Bisogna essere un po’ più concreti e conoscere i nostri prodotti. Ne abbiamo di ottimi in Italia, apprezzati in tutto il mondo. Perché dobbiamo andare a prenderli all’estero?”

Ma è la sua chiusa che proprio mi ha segnata: “Spesso mi chiedo dove finisce l’arte e dove inizia la pazzia nel nostro lavoro”. Già… Cucinare bene per mangiare bene. E’ questo in sostanza il messaggio di Vissani e che ha tenuto sottolineare. Ed è in un certo modo anche il messaggio che, assieme al patron Rino Mini, vuole trasmettere in occasione di questi quattro incontri: non solo “semplici” cene, ma la possibilità di rendere il consumatore più consapevole.

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