Vino: il galateo del bevitore

Lo sapevate che c’è un galateo dedicato anche al mondo del vino? Sono poche, lo prometto, e non sono nemmeno tutte, ma queste regole sono davvero importanti se volete essere dei bravi bevitori. Pronti?

Voglio iniziare con una meravigliosa citazione che calza a pennello con la regola in assoluto n°1. “Non importa dove va l’acqua, purché non vada nel vino”. Chi la disse fu Gilbert Keith Chesterton, l’autore dei Racconti di Padre Brown e racchiude una grande verità: mai mescolare assieme il vino e l’acqua, è a dir poco un crimine efferato! Anche il grande Totò, nel film ‘La banda degli onesti’ del 1956, ammoniva la moglie: “Perché ci hai messo l’acqua? A me basta un dito, un mezzo dito, un mignolo, purché sia un mignolo di vino”.

Veniamo ora a come si beve il vino. Care signore/signorine… Non alzate il mignolino quando portate alla bocca il bicchiere: non fa fighetta né raffinata. Tutt’altro! Il calice va tenuto per lo stelo con pollice ed indice, senza mai alzare il mignolo. Evitate il contatto della mano con la coppa, non per questioni di stile, in questo caso, ma perché potrebbe scaldarsi il contenuto e/o interferire con il suo bouquet aromatico.

Questa indicazione la scrivo anche se dovrebbe essere ovvia, ma come si dice? Meglio non dare mai per scontato nulla! Mai portare alla bocca il calice di vino mentre si deve ancora deglutire il boccone. Mentre per le signore, abbiate cura di evitare di lasciare il segno di rossetto sul bicchiere. Davvero poco bello da vedere 😀

Passiamo ora al brindisi. Contrariamente a come siamo abituati a fare, il brindisi sarebbe opportuno solo nei banchetti ufficiali, come matrimoni, battesimi… e solitamente più è breve e più è gradito. In queste occasioni di norma ci si alza in piedi e anche gli astemi dovrebbero partecipare, bagnandosi giusto le labbra. Non si brinda mai, dico mai, con il bicchiere di acqua! Inoltre non si fanno tintinnare i calici, anche se lo so, ci piace così tanto quel rumore… Basta semplicemente alzarli. Per ultimo: non si dice “cin cin” o “salute”. Semplicemente “un brindisi a…” o “un brindisi per…”.

Ma dove servirlo, il vino? A ciascun vino il suo calice, mai riutilizzare lo stesso. E quindi: tulipano ampio o balloon per grandi rossi invecchiati, tulipano medio a stelo lungo per bianchi maturi, rosati o rossi giovani, tulipano piccolo a stelo lungo per bianchi giovani o bollicine pregiate. Tutti ovviamente trasparenti, fatta eccezione per il vino da dessert, l’unico per cui è concesso il vetro colorato, ma si portano in tavola preferibilmente dopo aver tolto tutti gli altri.

L’ultima raccomandazione è più che altro per evitare una cafonata che spesso si vede ai tavoli: non capovolgere la bottiglia vuota nel secchiello del ghiaccio. Si crede erroneamente che sia un modo per far capire ai camerieri che la bottiglia è finita e debba essere sostituita. Se è questo il messaggio che volete dare, basta allora lasciare la bottiglia terminata fuori dal secchiello. Vedrete che il cameriere capirà ugualmente.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *