Avete mai passeggiato in un canyon?

Fondo (TN) – Immaginate per un attimo di attraversare passerelle e scalette per andare alla scoperta di acque vorticose, cascate e marmitte dei giganti, fossili, stalattiti e stalagmiti… Il tutto con un dislivello di 145 metri e 600 gradini da salire e scendere lungo un percorso di circa due orette. E’ il canyon scavato dal fiume Rio Sass. Ci troviamo nel cuore della borgata di Fondo, nell’Alta Val di Non, a un’oretta circa di auto da Trento.

Si parte proprio dal centro del paese di Fondo, da Piazza San Giovanni, in direzione della chiesa. Sulla destra, sotto la chiesa, scende una stradina. Ecco, dovete prendere proprio quella, ma tranquilli, non potete sbagliarvi perché lì trovate le prime indicazioni per il Lago Smeraldo e quindi per il burrone di Fondo. Già questa passeggiata vale la pena. E’ infatti una sorta di belvedere sul paese con una vista sui tetti e sul verde circostante.

Qui il paesaggio è estremamente vario: si passa dalla luce al buio, dalla fitta vegetazione alle alghe in pochi minuti. Non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo! Il canyon si può visitare solo accompagnati da una guida, muniti di caschetto di protezione e di una mantellina impermeabile che vengono forniti alla partenza. Ma di questo vi darò tutti i riferimenti a fondo post.

In realtà la mia passeggiata l’ho fatta solo per un tratto (motivo in più per ritornarci quanto prima) e con una guida locale d’eccezione: lo chef Cristian Bertol, spesso ospite della prova del cuoco quando ancora c’era Antonellina Clerici (vi ho parlato già del mio soggiorno presso il suo Hotel, l’Orso Grigio). Purtroppo il tempo per uno chef è tiranno e ad un certo punto siamo dovuti tornare indietro perché si stava avvicinando il momento della cena…

Passiamo un vecchio Mulino (l’ultimo rimasto di sette pre-esistenti), chiamato Mulino dei Maghi dal soprannome dato agli antichi proprietari, i fratelli Covi. Davvero scenografico! Appoggia completamente ad una parete del burrone e le sue ruote ancora girano (anche se a fatica) spinte dalla forza dell’acqua. La sua peculiarità, è data dalle tre ruote idrauliche, che hanno ripreso a girare negli anni ’90 grazie a un restauro del Comune. Proseguiamo poco oltre… Arriviamo giusto alle prime passerelle e scale forate di ferro. Sicuramente la parte più emozionante del sentiero, soprattutto se lo si fa per la prima volta.

La parte che mi è mancata e che farò sicuramente alla prima occasione (ma se voi vi trovate li proseguite, mi raccomando!) è quella in cui la scalinata inizia a risalire la cascata. Questa vi porterà al sentiero che gira attorno al Lago Smeraldo, un bacino artificiale di 10 mila mq a nord della valle, creato nel 1965 dallo sbarramento del corso del Rio Fondo. Ci aggiorneremo sicuramente, ma se qualcuno di voi c’è stato… Consigli, vi prego!!!!

Veniamo ora a qualche informazione pratica. Come dicevo l’itinerario è fattibile solo se accompagnato e la prenotazione è obbligatoria, telefonando allo 0463.850000 oppure tramite e-mail all’indirizzo smeraldo@fondo.it La durata della visita è di circa 2 ore per 2,5 km di percorso.

Le tariffe:
Adulti: € 9,00
Bambini (6 anni -12 anni compiuti): € 6,00
Bambini sotto i 6 anni entrata gratuita. A tal proposito, è consentito l’accesso anche a bambini al di sotto dei 3 anni purché trasportati in zainetti o marsupi e se muniti di caschetti protettivi da portare a cura dei genitori (l’organizzazione non dispone di caschetti così piccoli).

Non è consentito il passeggino. Più che altro è impossibile portarlo e pertanto segnalo ahimè anche l’impossibilità per i disabili su sedie a rotelle, ma anche a chi ha problemi comunque di deambulazione.

Se siete con animali, considerate che le passerelle e le scale di ferro sono bucate. I cani potrebbero avere paura e comunque potrebbero farsi male alle zampine.

Per finire, una curiosità. Presso il Mulino dei Maghi sono state girate alcune delle scene di “Itaker – Vietato agli italiani”, un film del 2012 diretto da Toni Trupia e interpretato da Francesco Scianna, Monica Bîrlădeanu e Michele Placido.

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