Piadina. A quando patrimonio dell’Unesco?

Rimini – “Accogliamo con favore la candidatura della Piadina Romagnola a patrimonio dell’Unesco, avanzata alcuni giorni fa a Riccione dal Ministro della Cultura Dario Franceschini. Sin da subito ci rendiamo disponibili per promuovere l’iniziativa e sostenerla nelle sedi istituzionali competenti”. E’ la dichiarazione fatta la scorsa settimana dal Presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola, Alfio Biagini, che accoglie in maniera positiva la proposta avanzata dal Ministro Franceschini.

Ph. Seidiriminise

Certificata I.G.P. dal novembre 2014, la piadina, da semplice pane povero della tradizione contadina, si è trasformata nel tempo in un vero e proprio simbolo della Romagna (non solo in Italia, ma nel mondo) e uno dei prodotti più rappresentativi della nostra cultura alimentare. Da quella più alta e piccola, tipica delle provincie di Ravenna, Cesena e Forlì fino ad arrivare a quella più larga e sottile tipica invece del Riminese, quale sia la vera ricetta, quella originale, è impossibile dirlo. Ad ogni modo, quattro sono gli ingredienti base: farina, acqua, strutto/olio e sale.

Un ‘cibo di strada’ che, grazie al suo prezzo contenuto e alla varietà degli abbinamenti, rappresenta un fenomeno di costume che cattura gli amanti della buona tavola. Tanto da risultare due anni fa il prodotto più ricercato in Italia sul principale motore di ricerca di Google, ed essere elevata a cibo di strada per eccellenza, preferita dall’81% degli interpellati secondo una indagine.

La Piadina Romagnola non è solo un prodotto da gustare, è qualcosa di più – continua Biagini – E’ intimamente legata al territorio, alla sua cultura, alle tradizioni, alla manualità, ai prodotti e alla storia. E’ un patrimonio che identifica la Romagna nel mondo, e proprio per questo deve essere salvaguardato. L’ottenimento dell’indicazione geografica protetta (IGP) è stato un primo passo in questa direzione, a tutela soprattutto dagli innumerevoli casi di contraffazione nel mondo. Il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità sarebbe un ulteriore salto in avanti, testimonianza di indiscutibile patrimonio culturale, così come avvenuto nel caso della pizza”.

Dal novembre 2014, da quando questa prelibatezza ha ottenuto, come detto, la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) dalla Commissione Europea, si chiama Piadina Romagnola/Piada Romagnola, anche nella variante alla Riminese, solo quella prodotta e confezionata esclusivamente nel suo luogo di origine, la Romagna. Solo coloro che la producono secondo il disciplinare approvato possono commercializzare la Piadina Romagnola IGP. Nessun altro può farlo! Merito questo del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola costituitosi nel 2011, che insieme ad altre istituzioni e associazioni si è fatto promotore di questo traguardo.

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