Valerio Braschi da Masterchef all’India

SANTARCANGELO DI ROMAGNA (RN) – Ieri sera, presso la biblioteca Baldini di Santarcangelo di Romagna, ha preso il via la rassegna “Cibo come cultura. Dai sapori ai saperi”. Giunta alla sua undicesima edizione, propone conferenze, incontri e presentazioni di libri dedicati ai prodotti tipici e all’enogastronomia con piccole degustazioni finali. Il modo in cui viene preparato e consumato il cibo, rappresenta un elemento culturale con tantissime implicazioni, siano esse sociali, antropologiche, economico-politiche e letterarie, che la rassegna ha l’obiettivo di approfondire e far conoscere.

La prima serata, a cui non ho potuto resistere, è partita con un ospite d’eccezione: il vincitore dell’edizione 2017 di Masterchef Italia Valerio Braschi. Santarcangiolese doc, ha presentato il suo primo libro “Mistery boy. La mia idea di cucina in 100 ricette” (Baldini & Castoldi, 2017). Carino, simpatico, con le idee molto chiare, per lo meno su quello che vuole ora, perché cosa farà da grande, dice ancora di non saperlo, ma da un consiglio davvero prezioso a chi insegue il suo stesso sogno. “Ai tanti giovani là fuori, così simili a me e a cui magari sono stati tolti di mano mestoli e coltelli a vantaggio di una carriera più o meno certa, vorrei dire: Andate, cucinate! Fate i vostri piatti. Sentitevi liberi, non vi servono permessi per mettere una padella sul fuoco. Studiate, imparate, copiate, migliorate. Prendete a prestito. Provate, sbagliate e riprovate ancora. Assaggiate, conoscete. E date la paga a tutti. Esiste forse una Mistery Box più grande della cucina? Che cosa sono le ricette se non scatole dei misteri che passo dopo passo cercano di svelarti un mistero ancora più grande? È a questa domanda che ho provato a dare una risposta con il mio menu della finale, con i miei piatti, con le mie ricette, con questo libro”.

Per chi ha visto l’ultima puntata di Masterchef, Valerio ha sbalordito tutti i giudici col suo “Menù 18.0”, il menù degustazione che ha visto tra i piatti una spuma di plancton, ravioli con salsa udon gelificata, e merluzzo nero in olio cottura. Un menù grazie al quale è arrivato a Valerio anche l’invito a fare uno stage nel ristorante Atman a Villa Rospigliosi dello chef Igles Corelli, tra gli ospiti della finale. E poi un’ottima e inaspettata conclusione. “Il premio più bello? Lavorare da Barbieri“. Eh si, perché la proposta, a grande sorpresa, è arrivata poche ore dopo la finale. Il Ristorante in questione è il Fourghetti, il locale aperto il 24 Giugno 2016 a Bologna da Bruno Barbieri, chef che, nel corso della sua lunga esperienza, ha inanellato 7 stelle Michelin in diversi ristoranti.

Valerio Braschi col Sindaco di Santarcagelo Alice Parma

Tornando alla serata, Valerio Braschi ha anche parlato della sua ‘missione’ a New Delhi. Proprio oggi è infatti partito per l’India, dove per cinque giorni cucinerà con Kirti Bhoutika, la vincitrice indiana di Masterchef nel 2016. Valerio, sarà protagonista dell’evento organizzato dall’ambasciata italiana a New Delhi, in occasione della settimana mondiale della cucina italiana. Alla domanda su cosa porterà a New Delhi, Valerio ha sottolineato che porterà anche un pezzo di cucina romagnola: “cucinerò sicuramente i cappelletti, rivisitandoli però con alcuni ingredienti tipici dell’India”.

Il momento più bello del mio MasterChef non andrà mai in onda. Con Gloria e Cristina avevamo appena finito di cucinare il menu della finale e ci si prospettava una lunga attesa prima di sapere finalmente il verdetto. Ma io riuscivo a pensare solo a quell’enorme pezzo di manzo Wagyu che m’era avanzato. E così l’ho preso, ho tagliato una bella bistecca alta due dita, ho acceso la piastra e l’ho cotta. Poi, con la massima tranquillità, mentre intorno a me erano tutti in fibrillazione, mi sono appoggiato al banco della mia postazione per godermela. Più tardi, quella sera, uno dei responsabili della produzione mi si è avvicinato sussurrandomi in un orecchio: “Certo che tu sei davvero il ragazzo del mistero…” Dopo è successo di tutto: la proclamazione, la gioia, la festa, lo stordimento, il rientro a casa dopo tanto tempo passato lontano. Mille emozioni. Che piano piano si sono sedimentate, dandomi finalmente modo di ripensare con lucidità alla mia esperienza in trasmissione. E mi sono tornate in mente anche quelle parole. Mistery Boy“. (dal libro “Mistery boy. La mia idea di cucina in 100 ricette” – Baldini & Castoldi, 2017)

Per chi fosse interessato, il ciclo di incontri dedicati al cibo prosegue poi giovedì 23 novembre, sempre alle 21, con la presentazione del libro “Vegetit. Le avanguardie vegetariane in Italia” (Cinquesensi, 2016) dell’autore Alberto Capatti che ripercorre la storia, dal primo Novecento fino al secondo dopoguerra, dell’ascesa del movimento vegetariano e naturista. “Cibo come cultura” si conclude giovedì 30 novembre con una serata dedicata al vino: Gigi Padovani presenta il libro “L’arte di bere il vino. E vivere felici” (Centauria, 2016).

Per maggiori informazioni: biblioteca@comune.santarcangelo.rn.it – 0541/356299 (biblioteca),
iat@comune.santarcangelo.rn.it – 0541/624270 (Pro Loco Santarcangelo)

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