FICO: una passeggiata davvero speciale

BOLOGNA – Una giornata, quella di ieri, che mi ha permesso di visitare in anteprima, a sei giorni dall’apertura al pubblico, FICO Eataly World, il parco agroalimentare più grande del mondo. Con me, centinaia di giornalisti, tv e blogger italiani ed internazionali. Eccomi quindi per la prima volta e dal vivo a calpestare i 100.000 metri quadrati di questa enorme ed affascinante struttura con spazi dedicati alla biodiversità e all’arte della trasformazione del cibo italiano, progettati dall’architetto Thomas Bartoli.

Cos’è FICOL’acronimo sta per Fabbrica Italiana COntadina, ma il nome completo è FICO Eataly World. Si propone di riunire tutto il mondo agroalimentare italiano, cioè il nostro cibo in tutta la sua biodiversità, dal campo (anzi dal seme) fino alle tavole dei ristoranti, per far conoscere da vicino non solo i prodotti ma anche il modo in cui nascono. Ma FICO non sarà solo cibo. Punterà anche a fare sperimentare il ‘saper vivere’ italiano in ogni sua forma. Proprio per questo motivo, ci sarà una collaborazione con l’Associazione dei Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO che, proprio qui a FICO, promuoverà i 53 siti italiani riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità. “Il progetto – ha comunicato Tiziana Primori, amministratore delegato di FICO Eataly World – accende l’interesse verso il nostro Paese e il nostro territorio e riscuote attenzione per il suo carattere di sostenibilità. E’ una testimonianza della presa che la filiera agroalimentare del made in Italy ha nel panorama mondiale”. A proseguire è Oscar Farinetti, patron e fondatore di Eataly. “Fico dovrà essere un Expo permanente per la filiera dell’agroalimentare made in Italy. Pensiamo di attrarre qui il mondo. Sono passati cinque anni da quando lo abbiamo pensato ad oggi e ora il nostro obiettivo sono sei milioni di visitatori”.

Cosa comprende – 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta con 200 animali e 2.000 cultivar, per raccontare la varietà e la bellezza dell’agricoltura e l’allevamento nazionali. 8 ettari coperti con: 40 fabbriche di alimentari in funzione, che hanno prodotto tutti gli ingredienti più celebri della tavola italiana; 40 luoghi ristoro, dai bar fino ai chioschi di cibo di strada ed ai ristoranti stellati. Tutti, per l’occasione, hanno offerto assaggi, degustazioni e brindisi di squisitezze dolci e salate, vini, birra e liquori, senza tralasciare un ottimo e profumatissimo tartufo. 9.000 metri quadrati di botteghe e mercato con il meglio dei prodotti e del design per la buona tavola; le aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi; 6 aule didattiche e 6 grandi “giostre” educative in funzione, per far sperimentare e conoscere i segreti del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro; 1 centro congresso modulabile da 50 fino a 1000 persone, con spazi per teatro e cinema. E poi ancora ci sono stati presentati alcuni dei tantissimi e più che interessanti corsi, laboratori ed eventi che animeranno tutti gli spazi di FICO. Qualche esempio? Scoprire qualcosa in più sulla vita delle api, il loro linguaggio, le danze e i ruoli; intraprendere un viaggio nel mondo dell’olio extravergine di oliva e capirne tutti i passaggi; per i pollici verdi, una serie di corsi per un giardino fai da te; imparare l’arte del food photography, una passione che oramai accomuna in tanti, anche senza saperlo: fare le foto al cibo.

Che dire, la mia personale esperienza all’interno di FICO è stata davvero entusiasmante. Nonostante alcune defaillance dovute solo alla mancanza delle ultime prove tecniche ( 😉 ) la visita si è mostrata piuttosto interessante e il progetto davvero molto ma molto ambizioso ma… Credo che funzionerà. Le intenzioni sono buone e sono fiduciose. Vi invito pertanto ad una visita, anche veloce, di questa enorme invenzione a partire dal 15 novembre prossimo (l’inaugurazione è prevista alle ore 16:30). L’ingresso è gratuito. Si pagheranno solo le varie esperienze che ognuno vorrà fare ed ovviamente gli acquisti o i pasti consumati. Per i più pigri, sono a disposizione delle biciclette bianchi a tre ruote dotate di due cestini con cui fare la spesa muovendosi nella pista ciclabile interna. Mi permetto di fare solo una constatazione: spero vivamente che i cartelli siano ancora da mettere perché… non posso pensare che non ci siano bagni all’interno di una struttura così enorme! La stessa guida, su richiesta, non ci ha saputo rispondere. Ci ha indicato un solo bagno presente all’interno del Centro Congressi… Ma lungo tutto il percorso?

Ah… A proposito di Centro Congressi. Appena prima dell’ingresso al grande foyer, sulla destra, c’è una porta piuttosto anonima con una targa che ha attirato l’attenzione di diversi di noi. E’ l’ingresso ad una cappella e c’è scritto così: “Papa Giovanni Paolo II celebrò la Santa Messa nel centro agroalimentare a conclusione del XXIII° congresso Eucaristico Nazionale il 28 settembre 1997”.

Come arrivare – L’ingresso del Parco si trova a 20 minuti di autobus dalla stazione, a circa 50 minuti dall’aeroporto G. Marconi di Bologna con le navette BLQ e FICObus, a 20 minuti dal centro di Bologna. Per chi arriva in auto, ci saranno circa 2500 parcheggi. Le prime due ore saranno gratuite, per le ore di sosta successive, la tariffa è di euro 1,50/l’ora. Prendere l’uscita “Bologna Fiera” sull’autostrada A14, immettersi su Viale Europa, e proseguire per Viale Tito Carnacini e Viale Giuseppe Fanin in direzione di Via Paolo Canali.
FICO Eataly World – Via Paolo Canali 8 – Bologna

(Promotore del progetto FICO Eataly World è il Comune di Bologna e la sede è all’interno dell’area del CAAB, società partecipata all’80% dal Comune, di cui sono parte anche la Camera di Commercio di Bologna, la Regione Emilia Romagna e Città Metropolitana. Per la realizzazione di FICO, il preesistente Centro agroalimentare di Bologna, ha spostato gli spazi del mercato e ha predisposto la Nuova Area Mercatale, operativa già dall’aprile 2016).

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