Dante e Beatrice: dubbi sul luogo del primo incontro.

FIRENZE – Voglio riprendere una affermazione fatta qualche tempo fa nel mio post “Portico di Romagna, dove Dante incontrò Beatrice“. Scrivevo, in questa occasione, della possibilità che sia proprio fra i suggestivi scorci del borgo di Portico di Romagna (FC) che sbocciò l’amore fra il sommo poeta, Dante Alighieri e Beatrice. Si trova qui infatti Palazzo Portinari, la casa residenziale di Folco Portinari, padre di Beatrice, che qui usava trascorrere l’estate. Ed è probabilmente qui, secondo storie tramandate dagli abitanti del paese, che Dante, all’epoca in fuga da Firenze per motivi politici, ha incontrato Beatrice.

Bene. Ho voluto riprendere l’argomento perché in un commento su Facebook, l’amica Vera mi ha fatto una osservazione: “Dante incontrò Beatrice per la prima volta nella chiesa di Santa Margherita dei Cerchi nel centro di Firenze. Oggi viene chiamata la chiesa di Dante“. Io ci tengo tantissimo agli scambi di informazioni o di pensiero, è una forma di arricchimento che amo davvero e pertanto la ringrazio, perché sinceramente non ne ero a conoscenza e quindi… mi sono informata. Ecco quello che ho scoperto.

Premetto che anche in questo caso sembra non ci sia la certezza assoluta, ma qualche documento in più in effetti si. L’edificio di Santa Margherita dei Cerchi, situato nell’omonima via ad appena a 20 metri dalla casa del famoso poeta a Firenze, è il luogo dove il sommo poeta sposò Gemma Donati (ma anche qui sorgono dubbi, in quanto secondo altri il matrimonio ebbe luogo nella vicina Chiesa di San Martino) e dove, sembra, incontrò l’amata (ma mai corrisposto) Beatrice, il cui padre, Folco Portinari, aveva qui le proprie sepolture.

Sicuramente questo risulta essere il più veritiero dei due luoghi, anche perché il poeta racconta qualcosa nella “Vita Nova” (*), una sua celebre opera . Proprio qui infatti, narra di aver incontrato Beatrice due volte: la prima quando entrambi avevano nove anni e la seconda a diciotto e la descrive come una apparizione angelica.

(*) “…Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice li quali non sapeano che si chiamare. Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d’oriente de le dodici parti l’una d’un grado, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono. Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia. In quello punto dico veracemente che lo spirito de la vita, lo quale dimora ne la secretissima camera de lo cuore, cominciò a tremare sì fortemente, che apparia ne li menimi polsi orribilmente; e tremando disse queste parole: ‘Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur michi’ (Ecco un dio più forte di me, che mi dominerà col suo arrivo)….”

L’episodio del loro incontro a S. Margherita è raffigurato anche in un celebre quadro preraffaellita dell’Ottocento, situato all’interno della chiesa, a destra dell’ingresso.

CURIOSITA‘ – Se nella chiesa di Santa Margherita venne sicuramente sepolto il padre, è piuttosto controversa invece l’ipotesi secondo cui qui vi sia anche il sepolcro di Beatrice. L’ipotesi più probabile, secondo alcuni studiosi, è che sia sepolta nella tomba della famiglia del marito Bardi, all’interno del chiostro Grande di Santa Croce. A questo punto apriamo un nuovo caso… Qualcuno sa l’esattezza di questa affermazione?

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