Baia di San Felice, una spiaggia da salvare!

Vieste (FG) – Ok, siamo già in autunno ma cosa volete, a me l’estate già manca (e, si sappia, io non ero tra quelli che si sono lamentati del caldo)! Per godermi l’ultimo sole ho approfittato di un week end e mi sono diretta in Puglia, sul Gargano per la precisione, alla ricerca di piccole e sperdute baie e/o calette (per lo foto vi rimando all’album sulla Pagina Facebook).

Ed eccomi approdare alla Baia di San Felice, situata a 8 km dalla strada provinciale che unisce Mattinata a Vieste, un piccolo paradiso immerso nel verde. La spiaggia di Baia San Felice è incastonata in una cornice paesaggistica davvero suggestiva. La delimitano da una parte il famoso “Architiello” (ve ne parlerò tra pochissimo) e dall’altra la scogliera su cui è appostata una torre di avvistamento, Torre San Felice, come ce ne sono tante lungo queste coste, del XVI secolo. È composta da due spiagge di 100 e 60 metri di lunghezza, divise da una scogliera che si può tranquillamente oltrepassare a piedi passando per il mare. Il fondale, basso e sabbioso, dona all’acqua del mare un colore cangiante che va dall’azzurro cristallino al verde smeraldo.

Fino qui tutto bene ma… In quella che è considerata una delle spiagge più suggestive di Vieste, sul Gargano, regnano purtroppo indiscriminati sporcizia e degrado! Mi spiego meglio. La Baia di San Felice sarebbe al momento raggiungibile solo entrando dal mare, a bordo di una barca, oppure, come abbiamo fatto noi, oltrepassando abusivamente i cancelli chiusi dell’omonimo villaggio-camping, non più operativo si dice sin dal 2012 per chissà quale ragione. L’ingresso principale del villaggio è, come detto, chiuso, ma si riesce ad entrare da una “porta” a lato ricavata con una rete di materasso :-O

Quello che si incontra prima di arrivare alla spiaggia, è uno scenario quasi da film horror, tipo villaggio abbandonato misteriosamente dopo chissà quale terribile sciagura. Un villaggio fantasma con rifiuti in ogni dove, il locale che un tempo era dedicato alla ristorazione, con vetri rotti e l’impressione che al suo interno sia scoppiata una bomba: tavoli e sedie letteralmente saltati per aria. Abbandonato su uno spiazzo, quello che un tempo era il furgone che vendeva bevande e spuntini, completamente lasciato a se stesso e dove regna polvere e ruggine. E poi i piccoli appartamenti vacanze, con porte aperte, cucine alla rinfusa con ancora pentole e scola pasta in bella mostra, nelle camere letti e materassi all’aria, mobili divelti e pieni di muffa… Una tristezza immane! 🙁 In tutto questo, non poteva mancare l’omino di turno col carrello della spesa che, di appartamento in appartamento, portava via quello che sino a quel momento si era salvato… Davvero: senza parole.

Pensate per un momento: è possibile che tutto questo scempio debba circondare quella che è la meravigliosa Baia di San Felice, da cui si può ammirare una delle bellezze naturalistiche più spettacolari di tutta la costa, il famoso Architiello di San Felice, tra l’altro una delle immagini simbolo del Gargano nel mondo?! La tristezza per questo degrado aumenta maggiormente!

Chiudo per un attimo gli occhi e cerco di ricordare solo la bellezza e lui, un vero e proprio arco, un’opera d’arte architettonica naturale scavato nella roccia della costa dal mare e dal vento. Sopra, una vegetazione di un verde intenso. Ma sulla “nascita” dell’Architiello c’è anche una leggenda secondo la quale fu ricavato nelle rocce dalle Ninfe marine e dai Tritoni. Essi lo edificarono in onore del re del mare, Nettuno, e di sua moglie, Anfitrite. I due trascorsero infatti in queste terre una romantica vacanza, e le Ninfe ed i Tritoni, cercarono di dar vita, in loro onore, ad un paesaggio che aggiungesse poesia al loro amore.

Prossimo step in un’altra baia, sperduta e bellissima: Baia di Porto Greco.

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